La rivoluzione dei corridoi lavorativi: L'Italia ridefinisce il talento con due aziende pioniere

Dietro ogni assunzione c’è la decisione di guardare oltre. Per un numero crescente di datori di lavoro lungimiranti, la risposta non è più limitata al mercato del lavoro locale. Un gruppo di aziende italiane è diventato pioniere nell'assunzione di professionisti rifugiati, basandosi sul loro potenziale, sostenendo le persone sfollate e rifugiati nell'accesso alla formazione nel loro paese d'origine e accogliendole come membri permanenti dei propri team.

Due di queste aziende, Reale Group e Valuetech, apportano contributi molto diversi. Una è una compagnia assicurativa con 200 anni di storia, 7.000 dipendenti, operazioni in tutta Europa e una delle realtà più consolidate della regione Piemonte. L'altra è una società di consulenza informatica agile e di respiro internazionale, , uno spin‑off nato all’interno dell’incubatore del Politecnico di Torino con uffici a Cosenza e Torino. Eppure, entrambe condividono qualcosa che conta molto più delle dimensioni o del settore: la genuina convinzione che l'assunzione inclusiva non sia solo un dovere etico, ma un'ottima strategia di business.


Ready for IT: Riconoscere le competenze, costruire il futuro

Entrambe le aziende hanno assunto attraverso ReadyForIT, un programma che forma professionisti rifugiati a Kampala, in Uganda, in ambito IT prima di farli incontrare con datori di lavoro in Italia. I candidati sono arrivati con qualifiche reali ed esperienze professionali pregresse. Ready for IT — realizzato in collaborazione con Fondazione Accenture, UNHCR e Diaconia Valdese, tra gli altri — ha fornito un elemento altrettanto importante: un punto di accesso a un bacino di talenti già esistente. In un contesto in cui i datori di lavoro italiani spesso faticano a riconoscere i titoli di studio di altri paesi, in particolare quelli rilasciati in Africa, il coinvolgimento di organizzazioni come l'UNHCR e TBB ha rappresentato una potente garanzia delle competenze e della preparazione dei candidati.

TBB ha svolto un ruolo centrale in ogni fase, preselezionando i candidati, preparando i loro profili e fornendo informazioni essenziali prima della partenza sia ai candidati che ai partner. Questo supporto è stato fondamentale per aiutare i candidati a comprendere la realtà della vita lavorativa in Europa, incluso il fatto che l'integrazione, sebbene realizzabile, richiede tempo e impegno.


Reale Group: L’esperienza vissuta al cuore dell'inclusione

In Reale Group, il percorso verso la mobilità dei talenti rifugiati è stato plasmato da chi conosceva questa realtà dall'interno. Ahmed Mussa, che lavora per Reale Foundation ed è egli stesso un ex rifugiato, è diventato il promotore del programma ReadyForIT, attingendo alla propria esperienza per sfidare i comuni stereotipi sulle persone rifugiate all'interno delle culture aziendali italiane ed europee.

La fondazione, che distribuisce ogni anno milioni di euro a progetti focalizzati su salute, ambiente e inclusione sociale (sostenendo anche altre organizzazioni che assistono i rifugiati), è anche un donatore chiave della partnership sui Percorsi Lavorativi per Rifugiati* in Italia e un forte sostenitore della nostra missione collettiva. Partecipare a Ready for IT è stata una progressione naturale, che ha offerto qualcosa di più strutturato: un canale di professionisti formati e valutati, pronti a dare il proprio contributo.

Dawood, il candidato assunto da Reale attraverso il programma, ha ricevuto quattro offerte di lavoro da datori di lavoro italiani, a testimonianza della qualità dei profili coinvolti. Dawood è entrato a far parte del team di Reale e, a detta di tutti, si è integrato bene. I colleghi sono soddisfatti del suo lavoro e l'azienda prevede di offrirgli un contratto a tempo indeterminato al completamento del suo primo anno, a luglio.

Ahmed riflette sull'esperienza: "Quando guardo Dawood, vedo qualcuno che è sempre stato capace. Ciò di cui aveva bisogno era l'opportunità e l'ambiente giusto per dimostrarlo. Questo è esattamente ciò che questo programma gli ha dato, ed è esattamente ciò che gli ha dato anche Reale".

 

Dawood while training in Kampala, Uganda. Photo credit: UNCHR Italy

 

Valuetech: Dove etica e competenza si incontrano

Per Valuetech, la partecipazione a ReadyForIT è stata coerente con una cultura aziendale costruita fin dai primi giorni con un focus sulle assunzioni internazionali e sull'inclusione etica. Avendo già partecipato a programmi come Erasmus+ e collaborato con Informatica Senza Frontiere, l'azienda era già predisposta a guardare oltre i canali di reclutamento convenzionali quando l'UNHCR ha sottoposto alla loro attenzione l'opportunità di ReadyForIT.

Dai CV condivisi da Talent Beyond Boundaries, Valuetech ha intervistato diversi candidati prima di selezionare Robin, che si è distinto per la sua padronanza dell'inglese, il background tecnico e la qualità del colloquio. Robin è arrivato nel settembre 2025 e da allora si è integrato costantemente.

Francesco Argentino, Direttore e Responsabile delle Operazioni, descrive l'esperienza in modo complessivamente positivo, con un'area di sviluppo chiara: “La mentalità di Robin fin dal primo colloquio ci ha detto tutto quello che dovevamo sapere. Si è presentato curioso, motivato e pronto a imparare. Questo atteggiamento non emerge da un CV, ed è esattamente ciò di cui un'azienda come la nostra ha bisogno”.

Essere pionieri nella mobilità dei talenti rifugiati significa imparare strada facendo, e Valuetech ha affrontato questo percorso con la stessa apertura che ha definito la loro decisione iniziale di partecipare. Robin ha continuato a migliorare il suo italiano e la fiducia del team nei suoi confronti è solo cresciuta. Francesco è chiaro: Valuetech parteciperebbe di nuovo, poiché l'esperienza ha rafforzato la convinzione dell'azienda che il candidato giusto, se adeguatamente supportato, troverà sempre la sua strada.

Lezioni dal processo

Né Reale né Valuetech hanno vissuto un'esperienza priva di ostacoli, ed entrambe sono molto oneste al riguardo. Per Dawood, un errore burocratico delle autorità ha causato un ritardo di tre o quattro mesi prima che potesse arrivare in Italia. È un piccolo ma significativo esempio di come sistemi non progettati per la mobilità lavorativa possano rallentare anche i partecipanti più volenterosi. I ministeri non stavano ancora coordinando efficacemente e i protocolli per questo tipo di visti non erano ancora stati stabiliti.

Entrambe le aziende sono però convinte che si tratti di sfide iniziali con soluzioni iniziali. Il programma sta aprendo porte e ogni datore di lavoro che partecipa aiuta a dimostrare ai decisori politici, alle autorità per l'immigrazione e ad altre imprese che il modello funziona.

Un invito ad altri datori di lavoro

Il modello "train-to-hire" chiede ai datori di lavoro pazienza con i processi burocratici, apertura verso candidati con background non familiari e disponibilità a investire nell'integrazione oltre che nel reclutamento. Ciò che restituisce è un gruppo di professionisti impegnati, motivati e, nell'esperienza di Reale e Valuetech, membri del team sinceramente apprezzati.

Dawood e Robin sono due persone le cui carriere sono state interrotte, non terminate. Due aziende che hanno scelto di guardare oltre e hanno trovato esattamente quello che cercavano.

Per i datori di lavoro che considerano questo percorso, queste due storie sono un invito. I professionisti sono pronti, sono in atto partnership strutturate per supportare l'attuazione, anche attraverso il programma Skills, Talent and Empowerment through Pathways (STEP), co-finanziato dall'AMIF dell'Unione Europea e guidato da FCEI, con partner tra cui Talent Beyond Boundaries, Fondazione Accenture, UNHCR, Diaconia Valdese, Pathways International e il più ampio consorzio STEP. Le prove — dalla retention all'integrazione sul posto di lavoro fino al contributo alla comunità — parlano da sole.

Se sei un datore di lavoro italiano interessato a saperne di più sul nostro programma, contattaci qui.


I corridoi lavorativi per i rifugiati in Italia sono promossi grazie al  coinvolgimento del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero dell’Interno, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e della Presidenza del Consiglio dei Ministri in partnership con UNHCR Italia, Diaconia Valdese e Pathways International e sono resi possibili grazie al sostegno di ACRI Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa, The Human Safety Net, Fondazione Compagnia di Sanpaolo, Fondazione Italiana Accenture, Reale Foundation, Flora Fund, Fondo Beneficenza di Intesa Sanpaolo e Shapiro Foundation.

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